Il Sogno Lucido – Tesi

Da una ricostruzione storico-antropologica del fenomeno onirico alle più attuali acquisizioni psico-fisiche, per un’applicazione in campo psicoterapeutico

Keywords

Sogno lucido, coscienza, psicoterapia, fisica quantistica

 Abstract

Lo scopo del presente lavoro risiede nell’analisi del fenomeno del Sogno Lucido, un singolare stato di coscienza nel quale l’individuo acquisisce consapevolezza di stare sognando, mentre si trova nel sogno, ed all’interno del quale egli è paradossalmente in grado di esercitare un’influenza consapevole sul materiale onirico (Tholey, 1980).

Partendo da un’accurata ricostruzione storico-antropologica circa l’evoluzione dell’esperienza del sogno nella storia dell’umanità, si prosegue illustrandone il percorso di sviluppo all’interno dell’ampio panorama psicoterapeutico e neuroscientifico attuale: a partire dai contributi apportati inizialmente da Freud, Jung, ed Hillman, così come dall’approccio della Gestalt e dai più attuali sviluppi metodologici acquisiti dall’orientamento cognitivista, l’analisi del sogno viene utilizzata come potente lente d’ingrandimento sugli ermetici processi inconsci della mente umana.

Si prosegue con un approfondimento delle più attuali acquisizioni sperimentali sul sogno lucido in campo psico-fisiologico, tramite una minuziosa analisi del lavoro pionieristico condotto presso l’Università di Stanford da Stephen LaBerge (1990) circa il fenomeno della lucidità onirica. Sulla base di uno scrupoloso esame della letteratura scientifica, si arriva inoltre ad illustrare quali specifici aspetti del sogno lucido si sono rivelati particolarmente utili ed efficaci nel trattamento di soggetti sperimentali, argomentando in che modo questi potranno essere implementati ed applicati a fini terapeutici.

Sono inoltre evidenziate le risonanze del fenomeno in analisi con la dimensione dell’ipnosi, la pratica della Mindfulness, alcune innovative tecniche di lavoro clinico sul sogno, lo Yoga Onirico, ed antiche tradizioni orientali; ne conseguono implicazioni sulla natura stessa della realtà.

A completamento del quadro fenomenologico così dipinto, viene presentata la Teoria del Biocentrismo (Lanza, 2007), inserita all’interno del suo contesto di appartenenza, ossia: la Fisica Quantistica.

  1. Ricostruzione storico-antropologica del fenomeno onirico

Il sogno è un’esperienza che accomuna tutti gli esseri umani, trasversale a tempi, luoghi, culture, identità e ruoli sociali; è involontario, si produce spontaneamente nel corso del sonno, e questo sua caratteristica lo rende universale. Esso rappresenta un aspetto dell’attività della coscienza che ha portata universale, al pari di emozioni, sensazioni, pensiero, ed autoconsapevolezza. “Il sogno è forse all’origine di ogni forma di riflessione dell’individuo su se stesso: ci porta immediatamente ad un’interrogazione sul suo significato, che è sempre anche domanda sul significato che noi diamo alla nostra vita” (Coelli, 2013). Inoltre, come fa notare Revonsuo (2006), il sogno rivela il fenomeno della coscienza umana nella sua forma più pura, operante all’interno di un contesto del tutto unico ed isolato come, per l’appunto, quello onirico (Revonsuo, 2006).

Attraverso l’analisi storico-antropologica effettuata nel primo capitolo è possibile notare come, fin da quando compaiono le prime testimonianze scritte nella storia dell’umanità, in esse si presentino immediatamente anche i sogni; nonché come essi siano sempre stati connessi alla sfera del mistero, dell’auto-esplorazione, dell’espansione della coscienza, e del sacro. La moderna civiltà di stampo occidentale, ossia il mondo post-rinascimentale, collima con la nascita ed adozione del metodo scientifico, applicato alle scienze così come alla vita. Tale approccio ha gradualmente laicizzato il sogno, trasformandolo in una “manifestazione della psiche del singolo individuo, in uno strumento di introspezione ed autoconoscenza” (Coelli, 2013).

  1. Il sogno nella psicologia occidentale moderna

In seguito all’analisi del fenomeno onirico all’interno del panorama psicoterapeutico attuale, è possibile affermare che Freud, Jung e Perls abbiano, da un certo punto di vista, “archetipicamente fondato” ogni moderno sistema di approccio terapeutico al sogno, individuando nelle dimensioni diinterpretazione, amplificazione ed attualizzazione, le basi fondanti del processo evolutivo onirico (Coelli, 2013). A questi diviene oggi necessario aggiungerne un quarto, contemporaneamente antico ed estremamente attuale: quello del mantenimento della coscienza consapevole all’interno del sogno – un fenomeno presente nella storia dell’umanità da millenni, a partire dalle antiche tradizioni indo-tibetane.

  1. Il sogno lucido

Lo psichiatra olandese Frederik Willems Van Eeden fu il primo a coniare il termine “sogno lucido” (Van Eeden, 1913), riferendosi con esso ad un’esperienza durante la quale il sognatore acquisisce totale consapevolezza, ed è in grado di compiere azioni coscienti, all’interno del sogno stesso. I primi studiosi ad aver fornito prove sperimentali sull’esistenza del sogno lucido furono Alan Worsley (1984) e Stephen LaBerge (1986), sviluppando tuttavia i loro lavori in maniera indipendente.

I due, dopo aver appreso a sognare lucidamente, realizzarono un esperimento che prevedeva la segnalazione, con movimenti oculari stabiliti in precedenza assieme agli sperimentatori, del momento in cui essi divenivano consapevoli di sognare. Durante l’esperimento l’attività mentale era controllata elettrofisiologicamente, ed il tracciato dell’elettroencefalogramma era tipico della fase REM, attività che si manifesta solo durante il sonno (Hobson, 2009).

Nel terzo capitolo del presente lavoro vengono dunque presentati e discussi i risultati empirici ottenuti dall’analisi sperimentale del sogno lucido, insieme ai correlati psicofisiologici della coscienza durante il sonno REM e le tecniche di esplorazione che, sul fenomeno, sono state condotte da Stephen LaBerge e collaboratori presso il Laboratorio del Sonno di Stanford, a partire dall’articolo Lucid Dreaming: Psychophysiological Studies of Consciousness during REM Sleep (1990).

  1. Il sogno lucido come strumento terapeutico

A partire dall’analisi dei correlati psicofisiologici della coscienza umana nello stato di lucidità onirica, nel quarto capitolo vengono accuratamente indagate le evidenze finora riscontrate nella letteratura scientifica sulle innumerevoli applicazioni, ed implicazioni, del sogno lucido in ambito psicoterapeutico (Brylowski, 1990; Zadra & Phil, 1997; Spoormaker et al., 2003; Spoormaker & van den Bout, 2006; Harb et al., 2016; Blagrove & Tucker, 1994; Blagrove & Hartnell, 2000; Soffer-Dudek et al., 2011b; Snyder & Gackenbach, 1988; Gruber et al., 1995; Doll et al., 2009).

In aggiunta a tale panoramica, nel capitolo vengono ulteriormente espanse ed esplorate le possibilità di utilizzo terapeutico del sogno lucido, sulla base delle implicazioni che tale stato di coscienza fornisce riguardo la coscienza umana e la natura stessa della realtà.

  1. Sogno lucido e fisica quantistica

La Teoria del Biocentrismo, elaborata da Robert Lanza in collaborazione con l’astronomo Bob Berman, e pubblicata nell’articolo A New Theory of the Universe: Biocentrism builds on quantum physics by putting life into the equation (2007), pone la coscienza umana alla base della comprensione della realtà circostante.

Secondo la teoria di Lanza, alla cui base viene posta la ricerca empirica che sostiene la stessa Meccanica Quantistica, non sarebbe possibile comprendere la realtà senza considerare il fondamentale ruolo rivestito dalla coscienza umana. La teoria biocentrica spiega come sia possibile rintracciare la genesi delle regole necessarie alla comprensione del mondo, alla sua interpretazione e, soprattutto, alla sua stessa percezione, nella coscienza umana.

Il quinto capitolo è pertanto dedicato all’esplorazione della peculiare integrazione che è possibile effettuare tra le implicazioni sulla natura della coscienza umana derivanti dagli esperimenti effettuati sul sogno lucido, e quelle provenienti dalla teoria del Biocentrismo (Lanza, 2007).

Autrice
Valentina Rosone
– MSc, Clinical & Health Psychology

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Author: istitut2

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