Autore
Antonio Manzalini (manzalini@gmail.com)
Sommario
La Morfogenesi secondo la Teoria Quantistica dei Campi 1
1.1 La Simmetria Iniziale e la sua Rottura. 2
1.1.1 Lo Zigote come Stato Simmetrico. 2
1.1.2 Il Meccanismo di Innesco. 2
1.2 I Bosoni di Nambu-Goldstone Biologici 3
1.2.1 I Gradienti di Morfogeni 3
1.2.2 Le Onde di Calcio e le Oscillazioni Biochimiche. 3
1.2.3 Le Onde Meccaniche nel Tessuto. 3
1.3 I Campi di Gauge Biologici 4
1.3.1 I Meccanismi di Feedback e Robustezza. 4
1.3.3 La Tensione Meccanica del Tessuto. 4
1.4 Il Meccanismo AHK Biologico: Confinamento e Pattern. 5
1.4.1 I Confini dei Territori Genetici 5
1.4.2 I Pattern di Turing come AHK Biologico. 5
1.4.3 Il Parametro d’Ordine Biologico. 5
1.5 Il Ruolo dei Bosoni di Gauge delle Quattro Forze Fondamentali 6
1.5.1 La Forza Elettromagnetica: il Campo di Gauge Primario. 6
Coerenza elettromagnetica cellulare. 6
Il campo e.m. come misuratore di fase. 6
1.5.2 La Forza Debole: la Selezione del Vuoto Biologico. 6
La violazione della parità e la chiralità biologica. 7
L’asimmetria sinistra-destra degli organi 7
1.5.3 La Forza Forte: il Paradigma del Confinamento. 7
Il confinamento come principio biologico. 7
La massa come energia di condensazione. 8
1.5.4 La Gravità: il Campo di Gauge Morfogenetico Macroscopico. 8
La gravità come campo di gauge esterno. 8
Gravità e tensegrità cellulare. 8
Gravità quantistica e decisioni cellulari — la speculazione più estrema. 9
1.6 Una Gerarchia di Gauge per la Morfogenesi 9
1.7 Conclusioni: La Forma Biologica come Struttura di Gauge del Vuoto. 10
La biologia e la fisica teorica dei campi hanno percorso, per gran parte del Novecento, strade parallele e apparentemente distinte. Prendendo come caso di studio l’analisi dei meccanismi attraverso cui un embrione — a partire da un’unica cellula sferica e simmetrica — genera la straordinaria complessità di un organismo adulto, emerge una struttura concettuale profondamente analoga a quella che governa la rottura spontanea di simmetria nella Teoria Quantistica dei Campi (QFT).
In questo modulo proponiamo un quadro unificato in cui la morfogenesi viene interpretata come un processo di rottura spontanea e gerarchica di simmetria, mediato da modi collettivi analoghi ai bosoni di Nambu-Goldstone e stabilizzato da campi di gauge biologici. Questa prospettiva è infine estesa alle quattro forze fondamentali della fisica, esplorando il ruolo che ciascuna di esse potrebbe svolgere, a diverse scale, nel processo di formazione morfogenetica della vita.
1.1 La Simmetria Iniziale e la sua Rottura
1.1.1 Lo Zigote come Stato Simmetrico
Lo zigote, nella sua fase iniziale, è approssimativamente sferico e omogeneo. Possiede una simmetria continua molto alta — rotazionale, traslazionale — che corrisponde, nel linguaggio della QFT, allo stato simmetrico ad alta energia, la fase disordinata che precede la rottura della simmetria. Le molecole segnale (morfogeni, fattori di trascrizione) sono distribuite uniformemente; non esiste ancora un asse, non vi è distinzione tra anteriore e posteriore, dorsale e ventrale, destra e sinistra.
Questo stato di alta simmetria è, nella terminologia di Goldstone, uno stato fondamentale degenere: infiniti stati ordinati diversi sono ugualmente accessibili, ciascuno corrispondente a un diverso piano corporeo possibile. La vita, in questo senso, inizia come un problema di scelta tra infiniti futuri equivalenti.
1.1.2 Il Meccanismo di Innesco
Un piccolo segnale rompe questa simmetria iniziale: una perturbazione locale chimica, meccanica o epigenetica, analoga al campo esterno infinitesimo che nella QFT seleziona uno dei vuoti degeneri. In entrambi i casi, una piccola asimmetria iniziale — irrilevante dal punto di vista energetico — viene amplificata dalla dinamica non lineare del sistema fino a produrre una rottura di simmetria macroscopica e irreversibile.
Una volta rotta la simmetria, il sistema non torna indietro: si stabilizza in uno degli stati ordinati possibili, esattamente come un cristallo che si forma scegliendo un orientamento particolare tra infiniti equivalenti. La differenziazione cellulare che ne segue è la progressiva discesa verso stati fondamentali sempre più specializzati, sempre meno simmetrici.
1.2 I Bosoni di Nambu-Goldstone Biologici
Nella QFT, la rottura di una simmetria continua genera necessariamente dei modi di Goldstone: eccitazioni collettive a costo energetico nullo, prive di massa, che propagano l’informazione d’ordine su scala macroscopica. Sono i portatori della correlazione a lungo raggio che trasforma un insieme di elementi indipendenti in un sistema coerente. In morfogenesi, esistono candidati biologici straordinariamente precisi per questo ruolo.
1.2.1 I Gradienti di Morfogeni
I morfogeni — Bicoid, Sonic Hedgehog, BMP, Wnt, Nodal — si propagano su lunghe distanze nell’embrione con un costo metabolico minimo nelle fasi precoci dello sviluppo. Trasportano informazione posizionale: ogni cellula “legge” la concentrazione locale del morfogeno e interpreta la propria posizione nello spazio del corpo in via di formazione.
Non è la singola molecola a portare l’informazione, ma il gradiente come pattern coerente su tutto il campo cellulare. È una proprietà collettiva, emergente, non riducibile al comportamento delle singole molecole — esattamente la caratteristica che definisce i bosoni di Goldstone come modi collettivi del sistema ordinato. Come il fonone nel cristallo non è una proprietà di un singolo atomo ma della correlazione tra tutti gli atomi, il gradiente di Bicoid non è la proprietà di una singola molecola proteica ma della correlazione spaziale su scala embrionale.
1.2.2 Le Onde di Calcio e le Oscillazioni Biochimiche
Le onde di Ca²⁺ che si propagano dopo la fecondazione sono eccitazioni collettive a bassa soglia energetica che si propagano su tutto l’uovo coordinando l’attività cellulare. La loro caratteristica di propagarsi su scala macroscopica con coerenza di fase — tutte le cellule oscillano in modo coordinato — è precisamente il comportamento atteso da un modo di Goldstone biologico.
Analogamente, le oscillazioni circadiane, gli orologi cellulari, i cicli di divisione sincronizzati in un campo cellulare sono tutti esempi di condensazione coerente di modi collettivi: il sistema si comporta come un macrosistema quantistico biologico in cui la fase di oscillazione è il parametro d’ordine.
1.2.3 Le Onde Meccaniche nel Tessuto
Le deformazioni elastiche del tessuto embrionale — propagate attraverso il citoscheletro e la matrice extracellulare — si comportano come i fononi nel cristallo: sono i quanti dell’onda elastica biologica, modi collettivi a lungo raggio che correlano cellule distanti. Una cellula nell’ectoderma “sa” cosa sta facendo una cellula lontana nel mesoderma attraverso questi modi meccanici collettivi.
La tensione di superficie dei tessuti, le onde di pressione idrostatica nel blastocele, le deformazioni morfogenetiche su scala d’organo: sono tutti fenomeni che rientrano in questa categoria di modi collettivi Goldstone-like, portatori della correlazione a lungo raggio che rende il tessuto un sistema coerente piuttosto che una collezione di cellule indipendenti.
1.3 I Campi di Gauge Biologici
Nella QFT i campi di gauge hanno il compito di compensare le variazioni locali di fase, garantendo che la dinamica globale rimanga coerente nonostante le fluttuazioni microscopiche locali. Richiedono che certi campi necessariamente privi di massa partecipino alla dinamica, fornendo una “schermatura” per le perturbazioni locali. In morfogenesi esistono meccanismi biologici che svolgono questa funzione in modo sorprendentemente preciso.
1.3.1 I Meccanismi di Feedback e Robustezza
Le vie di segnalazione come Wnt/β-catenina, Notch-Delta e BMP/Smad agiscono localmente per correggere le fluttuazioni: se una cellula si discosta dal pattern atteso — se la sua “fase locale” diverge da quella del campo coerente circostante — i segnali laterali la riportano in linea. Questo è esattamente il ruolo del campo di gauge: compensare le perturbazioni locali per preservare la coerenza globale.
L’inibizione laterale mediata da Notch-Delta è particolarmente eloquente: una cellula che inizia a differenziarsi in un certo tipo inibisce attivamente le cellule vicine dall’intraprendere la stessa strada. Questo meccanismo genera pattern netti e stabili — una cellula nervosa circondata da cellule epiteliali — che corrispondono perfettamente ai domini coerenti finiti prodotti dal meccanismo AHK nella fisica dei campi.
Le giunzioni gap permettono comunicazione diretta e locale tra cellule adiacenti, trasferendo ioni e piccole molecole. Garantiscono che la “fase locale” di ciascuna cellula — il suo stato biochimico, il suo potenziale di membrana, la sua concentrazione ionica — rimanga compatibile con quella dei vicini. Svolgono una funzione di gauge locale in senso proprio: misurano la differenza di fase tra cellule adiacenti e la correggono attraverso il flusso ionico diretto.
1.3.3 La Tensione Meccanica del Tessuto
Il campo di tensioni meccaniche nell’embrione è un campo a lungo raggio che si propaga rapidamente su tutto il tessuto. Quando una cellula si divide o migra, la variazione di tensione si propaga e viene compensata dalle cellule vicine che riadattano la loro forma. È un meccanismo di gauge meccanico: mantiene la coerenza della geometria tissutale compensando le perturbazioni locali esattamente come un campo di gauge compensa le trasformazioni di fase locali.
1.4 Il Meccanismo AHK Biologico: Confinamento e Pattern
Il fenomeno più straordinario emerge quando i modi Goldstone-like e i campi di gauge biologici entrano in competizione: il risultato è la formazione di domini coerenti finiti — esattamente i territori e i campi morfogenetici che strutturano il piano corporeo.
1.4.1 I Confini dei Territori Genetici
I confini netti tra domini di espressione genica — i compartimenti di Drosophila, le zone di polarizzazione nell’abbozzo dell’arto, i territori rombomerici nel romboencefalo — emergono dalla competizione tra il gradiente morfogenetico (che tenderebbe a propagarsi uniformemente, come il campo di Goldstone) e i meccanismi di inibizione laterale e feedback negativo (che confinano il segnale, come il campo di gauge).
Il risultato sono domini di espressione netta, separati da confini precisi — strutture localizzate di segnale intenso separate da regioni silenziose — del tutto analoghe ai tubi di flusso del meccanismo Anderson-Higgs-Kibble nel superconduttore, dove il campo magnetico penetra in filamenti confinati mentre la superconduttività è preservata nelle regioni circostanti.
1.4.2 I Pattern di Turing come AHK Biologico
Le strisce di pigmentazione della zebra, le macchie del leopardo, i pattern delle dita, la disposizione dei follicoli piliferi: sono tutti domini coerenti finiti che emergono dalla competizione matematicamente precisa tra un attivatore a corto raggio (analogo al campo di Goldstone locale) e un inibitore a lungo raggio (analogo al campo di gauge). La matematica delle equazioni di reazione-diffusione di Turing è formalmente analoga a quella che descrive il meccanismo AHK nella fisica dei campi: stessa struttura, scale diverse.
1.4.3 Il Parametro d’Ordine Biologico
Nella QFT il parametro d’ordine è la variabile macroscopica che misura il grado di rottura della simmetria e non è influenzata dalle fluttuazioni locali. In morfogenesi i candidati sono: la concentrazione media di un morfogene in un territorio di espressione, il tensore di polarità planare del tessuto (la direzione collettiva delle cellule in un epitelio), il profilo di espressione genica medio di un dominio differenziato. Queste variabili macroscopiche sono robuste alle perturbazioni locali — una singola cellula mutante non distrugge il pattern del territorio — esattamente come richiede la definizione di parametro d’ordine nella QFT.
1.5 Il Ruolo dei Bosoni di Gauge delle Quattro Forze Fondamentali
Estendendo ulteriormente la prospettiva, possiamo chiederci quale ruolo giochino, nella morfogenesi, i bosoni di gauge delle quattro forze fondamentali della fisica. La risposta, sebbene speculativa in alcune sue parti, rivela una gerarchia di campi di gauge che agisce a scale diverse, ciascuno garantendo la coerenza del livello che gli compete.
1.5.1 La Forza Elettromagnetica: il Campo di Gauge Primario
Il fotone è il bosone di gauge più ovviamente rilevante in biologia. Ma il suo ruolo va ben oltre la semplice chimica o la fotosintesi.
Coerenza elettromagnetica cellulare
Del Giudice, Preparata e Vitiello hanno proposto che l’acqua biologica formi domini di coerenza elettromagnetica (CD — Coherent Domains) in cui i fotoni virtuali del campo e.m. si condensano in uno stato coerente, accoppiando collettivamente milioni di molecole d’acqua in oscillazione in fase. Questo significa che il campo elettromagnetico — attraverso i suoi bosoni di gauge, i fotoni — potrebbe essere letteralmente il campo di gauge biologico primario: quello che mantiene la coerenza di fase tra domini cellulari distanti, compensando le fluttuazioni locali attraverso il meccanismo AHK.
Le cellule emettono fotoni ultradeboli — i cosiddetti biofotoni, scoperti e studiati da Fritz-Albert Popp — in modo non casuale, con correlazioni di coerenza che ricordano quelle di una sorgente laser piuttosto che di una sorgente termica. Potrebbero essere i quanti reali di un campo e.m. coerente che coordina l’attività cellulare su distanze macroscopiche nell’embrione: non segnali chimici diffusi lentamente, ma segnali di gauge elettromagnetici propagantisi alla velocità della luce.
Il campo e.m. come misuratore di fase
Ogni cellula è un oscillatore biochimico con una fase propria. Il campo elettromagnetico locale — generato dalle cariche in movimento nelle membrane, nei microtubuli, nel DNA — potrebbe svolgere il ruolo di gauge locale: rilevare la differenza di fase tra cellule adiacenti e correggerla, esattamente come il campo di gauge nella QFT compensa le trasformazioni di fase locali mantenendo la simmetria globale del sistema.
1.5.2 La Forza Debole: la Selezione del Vuoto Biologico
I bosoni W e Z sono massicci — generati essi stessi dal meccanismo AHK nella fisica elettrodebole — e agiscono a distanze sub-nucleari. A prima vista sembrano irrilevanti per la biologia macroscopica, eppure c’è una propsettiva di grande interesse concettuale.
La violazione della parità e la chiralità biologica
La forza debole è l’unica tra le quattro forze fondamentali che viola la simmetria di parità (P): distingue la sinistra dalla destra a livello fondamentale. La vita è profondamente chirale: gli amminoacidi biologici sono quasi esclusivamente L, gli zuccheri sono D. Questa omochiralità universale è una rottura di simmetria globale di straordinaria portata.
L’ipotesi è che la forza debole, attraverso la sua violazione di parità, abbia selezionato il vuoto biologico primordiale: tra i due stati fondamentali degeneri (L-amminoacidi o D-amminoacidi), i bosoni W abbiano fornito la piccola perturbazione iniziale — analoga al campo esterno infinitesimo della QFT — che ha rotto la simmetria, determinando quale stato fondamentale l’evoluzione avrebbe poi stabilizzato e amplificato. I bosoni W e Z sarebbero stati, in questo senso, i selezionatori del vuoto biologico: non agiscono oggi nella morfogenesi individuale, ma hanno determinato quale simmetria rompere all’origine della vita stessa.
L’asimmetria sinistra-destra degli organi
L’asimmetria sinistra-destra degli organi interni — il cuore a sinistra, il fegato a destra, la spirale dell’intestino — è un problema morfogenetico reale e non completamente risolto. Il gene Nodal e le ciglia rotanti del nodo embrionale generano un flusso direzionale che orienta l’asse L-R. Ma perché il flusso va sempre nella stessa direzione in tutti gli individui della specie? La rottura di simmetria P alla scala molecolare, mediata dalla forza debole nelle proteine chirali che compongono le ciglia, potrebbe essere all’origine ultima di questa asimmetria macroscopica — un effetto quantistico fondamentale amplificato fino alla scala dell’organismo.
1.5.3 La Forza Forte: il Paradigma del Confinamento
I gluoni agiscono a distanze ancora più piccole dei bosoni W e Z, confinando i quark all’interno dei protoni e dei neutroni. Sembrano i più lontani dalla biologi, ma il loro ruolo è strutturalmente fondamentale.
Il confinamento come principio biologico
Il meccanismo di confinamento dei quark da parte dei gluoni — i quark non possono esistere come particelle libere, sono sempre legati in adroni — è il prototipo del fenomeno per cui le correlazioni non esistono “da sole” fuori dal sistema ordinato che le genera. Come discusso nel testo di Vitiello, i modi di Goldstone non possono essere estratti dal sistema ordinato perché rappresentano correlazioni: non esistono come entità indipendenti.
Questo principio si applica direttamente in morfogenesi: i morfogeni, le onde meccaniche, i gradienti ionici non esistono come segnali liberi indipendenti dal tessuto ordinato che li genera e li interpreta. Un gradiente di Bicoid estratto dall’embrione e posto in soluzione non è un segnale morfogenetico: è informazione senza contesto. Struttura e funzione, come afferma Vitiello, diventano nozioni prive di senso se considerate separatamente.
La massa come energia di condensazione
Il 99% della massa del protone non proviene dalla massa dei quark costituenti, ma dall’energia di condensazione dei gluoni nel vuoto della QCD — un caso straordinario di come la condensazione bosonica generi struttura e massa dal dinamismo del vuoto quantistico. Il principio — che la struttura emerge dalla condensazione coerente dei bosoni di gauge piuttosto che dai costituenti elementari — è lo stesso che proponiamo governi la morfogenesi: la forma biologica emerge dalla condensazione coerente dei modi Goldstone-like, non dalla semplice somma delle proprietà chimiche delle singole molecole.
1.5.4 La Gravità: il Campo di Gauge Morfogenetico Macroscopico
Il gravitone — il bosone di gauge ipotetico della gravità, spin 2, ancora non osservato direttamente — apre la speculazione più profonda e, paradossalmente, quella con le conseguenze più macroscopicamente evidenti.
La gravità come campo di gauge esterno
A scala biologica la gravità è ovviamente la forza più debole, ma è universale e a lungo raggio infinito — esattamente le proprietà di un campo di Goldstone. Numerosi organismi hanno evoluto meccanismi di sensing gravitazionale precisi (le statocisti negli invertebrati, gli otoliti nell’orecchio interno dei vertebrati) che traducono il campo gravitazionale in informazione posizionale utilizzata durante la morfogenesi.
In questo senso la gravità funziona come un campo di gauge esterno fisso che fornisce all’embrione un riferimento assoluto per la rottura della simmetria: è il campo che rompe la simmetria traslazionale verticale e orienta l’asse dorso-ventrale in numerosi organismi. La gravità seleziona un vuoto morfogenetico — esattamente come un campo magnetico esterno seleziona la direzione di magnetizzazione in un ferromagnete.
Gravità e tensegrità cellulare
Il citoscheletro cellulare è un sistema di tensegrità — tensione e compressione in equilibrio dinamico — che risponde al campo gravitazionale a scala microscopica. Ingber ha proposto che la tensegrità sia il meccanismo attraverso cui la cellula traduce forze meccaniche in segnali biochimici (meccano trasduzione). Il campo gravitazionale, attraverso la tensegrità, diverrebbe un campo di gauge meccanico biologico che mantiene la coerenza strutturale della cellula: perturbazioni locali della geometria vengono compensate dal riadattamento tensionale dell’intera struttura citoscheletrica.
Gravità quantistica e decisioni cellulari — la speculazione più estrema
Penrose e Hameroff hanno proposto che i microtubuli siano sensibili a effetti di gravità quantistica attraverso il meccanismo di Riduzione Obiettiva Orchestrata (Orch OR). Se il gravitone — il bosone di gauge della curvatura spazio-temporale — avesse un ruolo nel collasso della funzione d’onda nei microtubuli, allora la geometria locale dello spazio-tempo influenzerebbe direttamente i processi decisionali cellulari durante la mitosi e la differenziazione. La morfogenesi diverrebbe, in questa prospettiva estrema, sensibile alla struttura di gauge dello spazio-tempo stesso.
1.6 Una Gerarchia di Gauge per la Morfogenesi
Il quadro complessivo che emerge può essere sintetizzato in una gerarchia di campi di gauge che agiscono a scale diverse, ciascuno garantendo la coerenza del livello che gli compete:
Scala sub-nucleare — Forza forte (gluoni)
Fornisce la stabilità della materia e il paradigma del confinamento: nessun costituente esiste in modo indipendente dal sistema ordinato che lo genera.
Scala nucleare — Forza debole (bosoni W, Z)
Seleziona la chiralità biologica primordiale attraverso la violazione di parità, determinando quale vuoto biologico l’evoluzione ha stabilizzato all’origine della vita.
Scala molecolare-cellulare — Forza elettromagnetica (fotoni)
Mantiene la coerenza di dominio attraverso i fotoni virtuali dei domini di coerenza dell’acqua e i biofotoni, agisce come gauge di fase tra cellule adiacenti e distanti.
Scala tissutale-organismica — Gravità (gravitone)
Fornisce il riferimento posizionale assoluto per la rottura della simmetria spaziale, orienta gli assi corporei, agisce come campo di gauge meccanico attraverso la tensegrità.
L’embrione in sviluppo è un sistema che, partendo da uno stato ad alta simmetria (lo zigote), attraverso rotture spontanee successive e gerarchiche di simmetria, genera ordine a lungo raggio attraverso modi collettivi coerenti — i morfogeni, le onde meccaniche, i gradienti ionici — stabilizzato da campi di gauge biologici — i feedback molecolari, le giunzioni gap, la tensione meccanica — producendo domini macroscopici stabili: gli organi, i tessuti, i piani corporei. Le quattro forze fondamentali agiscono come campi di gauge a scale sempre più grandi, ciascuna garantendo la coerenza del livello che le compete.
1.7 Conclusioni: La Forma Biologica come Struttura di Gauge del Vuoto
La morfogenesi è un processo che co-evolve con la struttura di gauge dello spazio fisico stesso, dalla scala dei quark fino alla scala dell’organismo.
Questa prospettiva ha conseguenze concettuali profonde. La prima è che la forma biologica non è riducibile alla somma delle informazioni contenute nel DNA: il DNA fornisce i costituenti, ma la forma emerge dalla condensazione coerente dei modi collettivi Goldstone-like, esattamente come la struttura di un cristallo non è riducibile alla chimica degli atomi individuali ma emerge dalla correlazione a lungo raggio mediata dai fononi.
La seconda conseguenza è che la stabilità della forma biologica — il fatto che un fegato rimanga un fegato, che un’identità cellulare sia mantenuta nel corso delle divisioni — corrisponde alla stabilità degli stati fondamentali degeneri nella QFT, garantita dall’energia nulla dei modi di Goldstone condensati. Non è stabilità cinetica (un’alta barriera energetica da superare), ma stabilità topologica: il sistema è intrappolato nel suo ordine dalla stessa correlazione a lungo raggio che ha generato.
La terza, e più profonda, conseguenza è che la vita potrebbe essere la modalità con cui l’universo esplora gli stati fondamentali degeneri della propria simmetria. Ogni piano corporeo, ogni forma biologica, sarebbe uno dei possibili vuoti del campo biologico: uno degli infiniti stati ordinati che la dinamica del vuoto quantistico rende accessibili alla materia sufficientemente organizzata da poterli esprimere.
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