La disciplina dello Qi Gong è considerata come uno delle più importanti ricchezze della cultura cinese. La sua tradizione è antichissima e la sua pratica, d’uso popolare per curare e fortificare il corpo, risale a circa 4000 anni fa.
Nel corso dei secoli, le tecniche di Qi Gong sono state assimilate anche da altre dottrine come il taoismo e il buddhismo che le hanno integrate nelle loro discipline, secondo i loro principi filosofici. Nel tempo, il Qi Gong in Cina è divenuta una disciplina occulta, riservata a pochi iniziati fino agli anni 70/80 circa, in cui iniziò la divulgazione degli insegnamenti tramite molte pubblicazioni e scuole.
Secondo la letteratura cinese, il Qi Gong o arte della respirazione o dell’energia vitale, risale a circa tremila anni fa. Si tratta di un metodo di attivazione dell’energia vitale nell’organismo, energia che i cinesi chiamano “respiro” o “respiro vero” oppure “respiro interno”. Questo metodo si basa su delle tecniche particolari di respirazione e di concentrazione mentale che permettono di raccogliere, di rinforzare e di far circolare questa energia, secondo degli specifici passaggi, con lo scopo di regolare il funzionamento del corpo. Questa energia può così, essere usata per il proprio benessere o come arte marziale. Solo dopo un’ampia esperienza, può essere usata anche a supporto degli altri, nei trattamenti.
La parola “Qi Gong” è stata spesso tradotta come “esercizi di respirazione”. Non è una definizione completamente sbagliata visto che il Qi è allo stesso tempo aria, respiro o energia sottile portata con il respiro. La consapevolezza della propria respirazione è infatti un elemento essenziale nell’esercizio dello Qi Gong.
Il Qi, energia o fiato vitale, non indica solo l’aria respirata ma anche il Qi originale, cioè l’energia originale presente nell’organismo umano. L’esperienza ha dimostrato che l’abbondanza di Qi originale è ll fattore energetico fondamentale per vincere le malattie e per godere di buona salute, per cui la Medicina tradizionale cinese (Mtc) dà molta importanza nel coltivarlo e nel rinforzarlo.
Dalla respirazione dipendono tutte le combinazioni alchimistiche, prodotte durante la pratica della meditazione Qi Gong. Alla respirazione sono legate la mente, che ne ordina il movimento e decodifica le sensazioni, ed il corpo che si manifesta per mezzo di essa.
Il rapporto è inscindibile ed è fortemente regolato da quella interdipendenza che ne illustra i principi. Numerose, le tecniche di respirazione negli esercizi di meditazione, si evolvono tutte dalle seguenti tre esecuzioni pratiche: inalazione ed esalazione dal naso, inalazione dal naso ed esalazione dalla bocca e inalazione ed esalazione dalla bocca simultaneamente.
Il processo di respirazione è: respirare naturalmente, mente calma, Qi incanalato verso il Dan Tian, punto situato tre dita sotto ed internamente all’ombelico. Progredire in seguito per entrare in uno stato di riposo cerebrale, continuando a respirare regolarmente e profondamente, tecnica questa definita come “respirazione spontanea”.
I risultati si riscontrano: con una espansione della capacità polmonare, il favorire del metabolismo gassoso e la circolazione sanguigna, massaggio degli organi interni connessi alla digestione e l’assorbimento del cibo, stimolazione dell’energia agli arti di sostegno inferiori. Tutto questo fortifica il corpo così da renderlo capace di prevenire e curare le malattie.
Fra i metodi con i quali si sviluppa l’esercizio della respirazione Qi Gong c’è ne sono otto fondamentali, dai quali è possibile sviluppare, in connessione poi alle diverse esigenze o scopi individuali, le molteplici varianti tecniche.

Metodi principali di respirazione usati nell’esercizio del Qi Gong
Respirazione naturale. La base della respirazione usata nello Qi Gong è “shun hu xi” ossia respirazione naturale. Shun significa letteralmente “che scorre liberamente, con il corso della natura”. È eseguita istintivamente in modo naturale ed armonico, da ogni essere umano dal momento della sua nascita, manca però di profondità e di lunghezza, si educa la ricerca della dolcezza, dell’uniformità e della profondità, con la mente relativamente quieta.
Questa respirazione è chiamata anche addominale, post-natale o respirazione buddhista e viene fatta esclusivamente con il naso. Con l’ispirazione il muscolo diaframma si contrae e si muove in basso, spingendo verso l’esterno il ventre. Questo aumenta il volume dei polmoni creando una depressione che provoca il movimento dell’aria dall’esterno al loro interno. Espirando, il diaframma si rilassa e sale, il ventre rientra, il volume dei polmoni diminuisce e l’aria esce.
Contrariamente a ciò che si crede, la respirazione addominale permette una espansione maggiore rispetto alla respirazione toracica, perciò è così possibile avere un maggiore volume d’aria scambiato. Inoltre, il movimento alternato del diaframma massaggia delicatamente tutti gli organi.
Respirazione ordinata (addominale). Durante questa tecnica l’inspirazione viene effettuata spingendo volontariamente il diaframma a comprimere la parete addominale con una conseguente espansione di quest’ultima. Durante l’espirazione si provoca invece il movimento opposto. Questo allenamento induce un progressivo abbassamento dell’influenza respiratoria nella zona addominale, dal quale la tecnica omonima. Per l’esecuzione è indispensabile tenere l’intero corpo rilassato, mantenere la mente libera da pensieri che possano distrarre la concentrazione. Questi requisiti favoriscono la respirazione gentile e lenta guidata dalla mente. La tecnica prepara il praticante ad acquisire altre capacità, come la coordinazione dell’attività mentale con il fluire del Qi e la conseguente capacità di dirigerlo.
Questa tecnica serve a sostituire progressivamente la respirazione abituale (toracica), con la respirazione addominale. Per l’esecuzione è indispensabile tenere l’intero corpo rilassato, mantenere la mente libera da pensieri che possano distrarre la concentrazione. La tecnica prepara il praticante ad acquisire altre capacità, come la coordinazione dell’attività mentale con il fluire del Qi e la conseguente capacità di dirigerlo.
Respirazione contraria o inversa. I movimenti del diaframma e dei muscoli addominali sono semplicemente opposti alla tecnica precedente, con forza ed ampiezza anche maggiori. Questa respirazione chiamata “ni hu xi” consente di stimolare il Qi per avere maggior controllo dei muscoli coinvolti nella respirazione. E’ utile se praticata per brevi periodi, mentre diviene pericolosa se diviene il modo naturale di respirare. È una tecnica utilizzata molto spesso nelle applicazioni marziali, dal momento che i taoisti scoprirono che espandendo il Tan Tien (che si trova a 3/4 dita circa sotto l’ombelico), l’energia sprigionata, e quindi applicabile nei movimenti, è maggiore.
Questa respirazione viene inoltre utilizzata per costruire ciò che viene definito il “ch’i guardiano”, una specie di scudo protettivo di energia che circonda il corpo e aiuta a respingere gli influssi negativi, come batteri e virus, che minacciano la salute. Essa, infatti, è particolarmente utile per migliorare il funzionamento del sistema immunitario. Inoltre, dirigere questa energia in punti specifici del corpo, consente di creare delle riserve energetiche, agire su di essi o di curarli.
Respirazione forzata, o volontaria. In questo metodo la tecnica differisce dalle precedenti per una volontaria forzatura del ritmo espiratorio, che talvolta può avvenire dal naso, talvolta dalla bocca. Utilizzata in alcuni casi a seguito dell’occlusione delle narici, può essere adottata, in altri per stimolare, tonificare, rafforzare la funzionalità fisiologica di un organo, o per risvegliare il corpo dal torpore fisico agendo sul ritmo cardiaco.
Respirazione sospesa. Sulle basi della “respirazione ordinata”, tentare di prolungare e rendere più profonda la respirazione. Chiudere la bocca senza stringere le labbra, tenere la lingua aderente al palato durante l’inalazione, condurre il Qi al Dan Tian dirigendolo con la mente, trattenere il respiro per uno o due secondi (senza sforzarsi) ed esalare lentamente rilassando la lingua, aprendo leggermente la bocca e di nuovo non respirare per alcuni secondi prima di inalare ancora ripetendo più volte. Ne esistono di due tipi e due funzionalità, la prima prolunga il tempo dopo l’inspirazione (inspirazione – sospensione – espansione), la seconda dopo l’espirazione (inspirazione – espirazione – sospensione); quindi una tecnica denominata “apnea semplice ed un’altra geometrica”, differenti nei tempi di esecuzione delle fasi (inspirazione – espirazione – sospensione).
Respirazione vera o immersa. È la naturale progressione dell’esercizio con la respirazione ordinata o contraria. In questo caso l’inspirazione diventa lenta e l’espirazione leggera, il ritmo armonioso e nessuna percezione di movimento di aria sotto le narici.
I trattati sul Qi Gong spiegano che: “i modi di respirazione ordinaria eventualmente si interrompono, ma la vera respirazione continua autonoma”. Nel caso di questa tecnica di respirazione, invece, non avviene nessuna interruzione forzata, bensì un progressivo alleggerimento spontaneo dell’esercizio, causato dall’estrema quiete della mente.
Superficialmente la respirazione sembra sospesa, ma di fatto si usa quella del Dan Tian, con movimenti circolari nell’addome. Indicata appunto nei testi come la respirazione fetale, si manifesta solo in uno stato avanzato della pratica.
La respirazione del metodo dei meridiani ren e du. Si tratta di una pratica respiratoria complessa che permette di inspirare dal naso e guidare simultaneamente il respiro interno, col pensiero, dal Qi della zona dell’ombelico fino al centro del perineo. Con l’espirazione sempre dal naso, si sposta, con la concentrazione, il Qi dal perineo facendolo risalire lungo la colonna vertebrale, fino alla sommità della testa.
La respirazione dei sei respiri e sei suoni. Pratica risalente alle prime dinastie, consiste nell’inspirare dal naso ed espirare emettendo un suono. L’inspirazione rimane sempre uguale, mentre ad ogni espirazione si emette un suono tra i sei suoni contemplati, che si devono pronunciare a voce bassa espirando: chui, hu, xi, he, xu, si.
Unica raccomandazione è che i suoni pronunciati devono essere impercettibili all’udito. Ogni suono rappresenta una energia specifica e una purificazione, e deve essere scelto in base a ciò che si vuole eliminare in quel preciso momento. Se si sceglie di usare i sei suoni, si devono pronunciare sei volte, ognuno per un totale di trentasei respirazioni. Se si decide di pronunciarne solo uno, si userà per trenta volte con forza e trenta volte in maniera debole, per un totale di sessanta volte.

Fra i metodi sopra descritti, la respirazione ordinata e quella contraria sono le più efficaci per intervenire su disfunzioni cardio e cerebro vascolari, mentre la respirazione sospesa per l’apparato digestivo, quella con inspirazione nasale ed espirazione orale, per i disturbi respiratori e infine quella attraverso i canali Du e Ren per i disturbi del sistema nervoso. È consigliabile che il modo di respirazione adottato, sia consono alle esigenze del praticante e specifico al problema, per non incorrere in inconvenienti talvolta degeneranti.
L’indicazione principale per il principiante, che si avvicina alla pratica della respirazione Qi Gong, è quello di ritornare ad una respirazione naturale dopo 10-20 minuti di pratica, qualsiasi sia la tecnica adottata durante l’esercizio, altrimenti i muscoli respiratori si sovraffaticano, provocando addirittura paralisi, dispnea, soffocamento. Per evitare questo, occorre equilibrare pratica e riposo, esercitare e sostenere la respirazione contemporaneamente.
L’esercizio della respirazione deve seguire i principi fondamentali della gradualità e della calma, cosicché il flusso si trasformi lentamente diventando: profondo, lungo, sottile, ritmico, lento e integro da inibizioni derivanti dalla preoccupazione del raggiungimento di risultati immediati.
Essa racchiude le sei qualità del respiro: Lento (Man), Lungo (Chang), Profondo (Shen), Sottile (Xi), Uniforme (Jun) e Tranquillo (Jing). Lento significa ad una bassa frequenza e non affrettato. Lungo significa che il respiro è un flusso continuo e costante d’aria, non interrotto da ansia ed eccitazione. Profondo vuol dire che l’aria e il Qi devono scendere nel corpo, riempiendo il centro energetico del Dan Tian. Sottile significa che deve essere liscio e silenzioso, non rauco né rumoroso. Uniforme implica una sensazione di equilibrio interno, ed una stessa facilità di inspirazione ed espirazione. Vuol dire anche non favorire nessuna parte del corpo nella respirazione. Tranquillo si riferisce, innanzitutto, ad una mente dedicata all’ esperienza presente, libera da pensieri e preoccupazioni.
I vantaggi derivati dall’esercizio di rieducazione della respirazione con il Qi Gong
Inalare ed esalare col naso. La vibrisse della narice può purificare dalla polvere l’aria che viene inalata. Le mucose nasali sono stimolate a secernere muco che agevola la pulizia del naso delle minuscole particelle di polvere e dei batteri. I numerosi vasi capillari presenti sotto la cute interna alle narici riscaldano l’aria. Aiuta a stimolare i riflessi delle estremità nervose che hanno origine nella zona della mucosa nasale. Dall’azione di riflesso dei nervi, numerose attività funzionali degli organi potranno effettuarsi, come il battito cardiaco, la pressione del sangue e i movimenti dei muscoli respiratori. Una gentile respirazione attraverso la bocca aiuta il corpo a rilassarsi e il Qi a circolare fluidamente. Così per principianti, che trovano difficile rilassarsi completamente attraverso la respirazione nasale, è consigliabile adottare questo metodo. Ma con l’esperienza, la respirazione attraverso il naso porterà gli stessi effetti.
Respirazione naturale. La respirazione negli esercizi di Qi Gong deve essere naturale. D’altronde, è inappropriato pretendere attenzione su troppi requisiti a chi inizia lo studio del Qi Gong. Se si esercita troppa pressione emotiva su chi sta imparando, nel dover curare molti particolari, c’è il rischio che egli venga distolto da quelli che sono i requisiti basilari, come il rilassamento e la calma. Una leggera, uniforme e profonda respirazione si basa sulla naturalezza della pressione stessa; questa basilare norma deve essere assimilata gradualmente. La naturalezza del respiro è il punto chiave nell’allenamento della respirazione del Qi Gong.
Condurre il Qi attraverso il Dan Tian. Negli esercizi di Qi Gong la sensazione di flusso del Qi si ottiene tramite la respirazione profonda. Il Dan Tian corrisponde all’agopunto Guanyuan, situato otto centimetri circa sotto l’ombelico. La conduzione del Qi al Dan Tian avviene tramite la connessione tra la respirazione profonda ed il controllo da parte della mente nel dirigerlo ed incanalarlo. L’applicazione di questo sistema induce allo stato di quiescenza, rende la respirazione addominale più semplice, sviluppa la sensazione del Qi nella zona addominale, contribuisce a vitalizzare la parte inferiore del corpo e rende più flessibile quella superiore.
Respirazione profonda, uniforme, morbida e dolce. I maggiori effetti ottenibili dall’applicazione di queste qualità sono:
a) respirazione addominale naturale e ritmica, stimolando in questo modo le estremità nervose della mucosa nasale e, tramite l’azione di riflesso dei nervi, le funzioni degli organi respiratori;
b) completa espansione e contrazione dei polmoni favorendo così un più completo ricambio d’aria ed una maggiore ossigenazione del sangue;
c) con una costante pratica, riduzione della necessità di energia da impiegare per la normale respirazione, attenuandone così il consumo.
Inoltre, tramite la respirazione addominale, viene ad aumentare la libertà d’azione del diaframma ottenendo così, oltre che una migliore ventilazione polmonare, un gentile e ritmico massaggio agli organi della zona addominale, una regolazione delle funzioni del sistema neuro vegetativo e delle corteccia cerebrale.
Sono sempre più evidenti i benefici che le discipline antiche, come la pratica del Qi Gong, e delle altre tecniche energetiche e di respirazione possono portare grandi miglioramenti sullo stato psico fisiologico delle persone.
Tutto questo è ideale, in chi ripone se stesso in valore qualificato, sia di ricerca che di ascolto in sè, e sia di apporto di miglioramento, proprio in adesione di pratiche ed esercizi che facilitano il cambiamento in benessere e, perciò, anche in valore di se stessi, in virtù del fatto che ci si prende cura in conoscenza e attività, sempre più ideali in chi sa cogliere i valori dello star bene.
Teresa Columbano -Istituto di Bioenergia
Per conoscere la propria ideale respirazione e riconoscere le varie tecniche in apporto migliorativo, consiglio il seguente corso online ricco di tante informazioni e pratiche utili anche in un approccio professionale.





















